Adesione blocco scrutini


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Un nuovo segnale inequivocabile, dopo lo sciopero unitario dello scorso 5 maggio, contro la riforma della scuola del governo Renzi: l’adesione al blocco degli scrutini indetta dalle categorie unitarie a livello nazionale è altissima, con una media del 90 per cento tra ieri e oggi, le due giornate dello sciopero regionale. Secondo la Cgil, il governo deve ritirate il disegno di legge e lo stralcio delle centomila assunzioni, non bastano piccole e insignificanti modifiche che non cambiano il segno di una riforma sbagliata e penalizzante per gli insegnanti, per gli alunni e per tutto il mondo della scuola.Il fronte unitario e l’adesione massiccia registrata in questi giorni di scioperi da parte di tuto il personale delle scuole sarde evidenziano chiaramente che le ragioni della protesta sono forti, ponderate e diffuse mentre dall’altra parte si registra, ancora una volta, la volontà del governo Renzi di  annientare ogni confronto di merito con le parti sociali.Un atteggiamento che i sindacati hanno cercato di contrastare con diverse iniziative di protesta organizzate, nell’ultimo mese, dalle strutture territoriali della Flc. Lo sciopero di ieri e oggi arriva infatti dopo centinaia di assemblee, flash mob, dibattiti pubblici e fiaccolate per spiegare i motivi che hanno spinto i sindacati a mobilitarsi. Un crescendo di iniziative quindi, dopo il quale le categorie aspettano un segnale di reale apertura da parte del governo: le modifiche apportate alla Camera sono del tutto insufficienti, così come non c’è stata una reale disponibilità al confronto da parte del ministro Giannini, nemmeno nell’incontro conquistato con lo sciopero del 5 maggio. Restano infatti irrisolti i punti nevralgici su cui insiste il sindacato: rigetto dei super poteri dei dirigenti, avvio del negoziato su salario, orario e valutazione, inclusione del personale Ata e dei docenti della scuola dell’infanzia nel piano di stabilizzazione, investimenti nel miglioramento delle strutture e dei materiali e sussidi didattici, definanziamento delle scuole provate e confessionali, revisione dell’offerta formativa.


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