Centro accoglienza di Elmas, stato di agitazione contro il Consorzio Romano


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Due mesi di lavoro a Roma e dintorni, con turni da definire ma che riguarderebbero tutti i dipendenti, gli altri mesi nelle sede attuale, il Cara (Centro accoglienza richiedenti asilo) di Elmas: è la soluzione  – “inaccettabile” per il sindacato – proposta dalla Casa della Solidarietà (consorzio di cooperative sociali romano subentrato nella gestione del Centro da ottobre dell’anno scorso) per far fronte agli esuberi annunciati qualche giorno fa. La risposta dei sindacati, Funzione Pubblica Cgil insieme a Fisascat Cisl Cagliari, è netta: stato di agitazione con richiesta urgente di un incontro con il prefetto. Le ragioni sono chiarite in una nota sindacale diffusa dopo l’assemblea dei lavoratori del Centro: il consorzio non ha nemmeno risposto alla richiesta di incontro urgente, dichiara gli esuberi, decide e comunica quale soluzione adottare e si sottrae al confronto. La preoccupazione dei sindacati investe soprattutto le prospettive future del servizio e la realizzazione di un adeguato modello di accoglienza e di integrazione dei profughi e degli immigrati nel nostro territorio. I sindacati contestano l’effettivo rispetto da parte del gestore degli standard organizzativi del personale previsti dal capitolato d’appalto in corso, alla luce della mancata sostituzione o al trasferimento di svariati operatori. All’assemblea dei lavoratori del Cara era presente anche il dipartimento Immigrazione della Camera del Lavoro di Cagliari che sottolinea l’urgenza di chiarire come e dove verrà organizzata la prima accoglienza in Sardegna vista l’annunciata chiusura del Centro di Elmas. Un tema che, con tutta probabilità, verrà sollevato nel corso dell’incontro di cui si attende la convocazione da parte del Prefetto


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